Vectra è rinomato per essere il pianeta del Silverlink con meno vegetazione naturale: le uniche zone di coltivazione e di allevamento si trovano, infatti, a ridosso dei monti, dove i pochi fiumi scorrono, e presso le isole artificiali.
I Grandi Deserti
Il pianeta è diviso in due macrocontinenti, Trevinas (situato nella parte nord-occidentale) e Olthanas (principalmente a Sud-Est). Entrambi sono molto estesi, quindi ampie zone dell’entroterra, lasciate senz’acqua, si mostrano come deserti aridi. La stragrande maggioranza dei centri abitati si trova infatti a ridosso dei monti e della costa, dove le condizioni di vita sono più semplici.
Quelle zone desertiche, a lungo ignorate a causa dell’ostilità ambientale, sono tornate al centro dell’attenzione con la scoperta dell’Energos. Nonostante la resistenza dei Sa’bii, gli indigeni autoctoni, sempre più territori passano sotto il controllo dei vectriani, diventando quindi abitabili alla popolazione umana.
Le Montagne
I complessi montuosi di Vectra percorrono entrambi i continenti (Olthanas soprattutto) per migliaia di chilometri. Con i loro numerosi corsi d’acqua e il clima relativamente mite, le montagne sono diventate il luogo d’insediamento preferito del popolo vectriano.
I complessi popolati sono tuttora una decina nel mondo. La causa è ancora da ricercare nella storia, al tempo in cui, creando le prime città, i diversi casati che occupavano le catene si unirono per aiutarsi a vicenda, in un’ottica di progresso ed espansione. Con l’arrivo dell’Energos, l’espansione territoriale ha vissuto una nuova età dell’oro, spingendo le megalopoli in crescita e i nuovi insediamenti a cercare altro spazio nell’entroterra.
Le Isole Artificiali
Per rispondere all’aumento demografico portato dall’evoluzione tecnologica, molte città hanno iniziato a costruire isole artificiali al largo delle loro coste. All’interno di esse si praticano allevamento e agricoltura intensivi, sia per quanto riguarda flora e fauna terrestri sia per le specie acquatiche. Alcune di esse sono inoltre dedicate alla protezione delle specie a rischio: viene creato, grazie all’Energos, un particolare ecosistema, che le preserva e ne permette la proliferazione.
